Vasche di via Porto

Dove il mare alimentava la ricchezza dell'antica Cirella

Passeggiando lungo via Porto, a pochi metri dal mare, è possibile scoprire una delle testimonianze più affascinanti della Cirella romana: un antico impianto destinato alla lavorazione del pesce, che racconta il profondo legame tra il territorio e il Mar Tirreno già oltre duemila anni fa.

Oggi rimangono i resti di una struttura produttiva che permette di immaginare la vivace attività che animava questa parte della costa durante l’età imperiale. Qui il mare non rappresentava soltanto una fonte di sostentamento, ma anche una straordinaria opportunità di sviluppo economico e commerciale.

Un'antica industria affacciata sul mare

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce due grandi vasche rettangolari, costruite con grande precisione e rivestite internamente in cocciopesto, un materiale impermeabile utilizzato dai Romani per realizzare opere destinate al contatto con l’acqua. Le dimensioni delle vasche e la qualità costruttiva testimoniano l’importanza di questo impianto, progettato per la lavorazione e la conservazione del pescato.

La sua posizione non era casuale. L’impianto sorge infatti in prossimità di una naturale insenatura costiera, nell’area che ancora oggi conserva il nome di via Porto, a conferma della storica vocazione marittima di questo luogo.

Il sapore del Mediterraneo romano

Le analisi archeologiche hanno restituito resti di pesci, molluschi e numerosi reperti che hanno permesso di ricostruire l’attività svolta all’interno dell’impianto. In queste vasche il pescato veniva lavorato, salato e conservato, mentre si producevano le celebri salse di pesce, molto apprezzate sulle tavole del mondo romano e considerate un prodotto di grande valore commerciale.

Accanto ai resti dell’impianto sono state rinvenute numerose anfore provenienti dall’Africa, dalla Penisola Iberica e da altre regioni dell’Impero Romano, testimonianza dei vivaci commerci che interessavano l’antica Cerillae. Questi ritrovamenti raccontano una città perfettamente inserita nelle principali rotte marittime del Mediterraneo, capace di esportare i propri prodotti e di intrattenere rapporti commerciali con territori molto lontani.

Gli studiosi ritengono inoltre che l’impianto fosse collegato a una villa romana situata nelle vicinanze, appartenente probabilmente a una famiglia di alto rango che gestiva la produzione e il commercio dei prodotti ittici.

Un viaggio nella vita quotidiana dell'antica Cerillae

Visitare l’impianto di via Porto significa scoprire un volto poco conosciuto della Cirella romana. Qui non si incontrano soltanto antiche strutture archeologiche, ma si percepisce il lavoro quotidiano di uomini che, grazie al mare, costruirono la prosperità di una comunità capace di dialogare con tutto il Mediterraneo.

Osservando le antiche vasche è facile immaginare i pescatori che rientravano con il pescato, gli artigiani impegnati nella lavorazione del pesce e le anfore pronte a partire verso i porti dell’Impero. È una storia fatta di fatica, ingegno e commercio, che racconta il ruolo strategico di Cirella nell’economia romana.

Un patrimonio da riscoprire

Visitare questo luogo significa comprendere come il mare abbia plasmato la storia del territorio fin dall’antichità. Tra archeologia, paesaggio e memoria, l’impianto di via Porto racconta una Cirella dinamica e intraprendente, dove il lavoro, il commercio e la cultura del mare hanno contribuito a costruire l’identità di una comunità che continua ancora oggi a vivere in profonda sintonia con il suo mare.

Dove si trovano

via Porto - CIRELLA (Cs)