Ho conosciuto questa persona. Figlio del sud. Scoperto quasi per caso e per la sua bravura. Nato a Diamante un po’ di tempo fa quando emigrare era d’obbligo non solo per motivi di lavoro per figli di famiglie numerose, ma per studiare in ragione di una promettente professione che nei piccoli paesi di provincia non sarebbe stato possibile.

Non è come sembrare di essere, ma essere per come si è. Migliorando sempre.

Gianfranco Bartalotta uomo semplice che la luce attraversa tutti i giorni e lo illumina del rapporto umano non come astuzia sociale, ma come grazia divina che rari hanno nella sua veste professionale.

Conoscitore profondo del valore letterario come un valore aggiunto ai sentimenti della vita dell’uomo. Consapevole che l’impossibile alle problematiche umane è possibile attraverso la conoscenza e la preparazione culturale di un popolo.            

Affronta da sempre la tesi che dallo studio dei grandi della letteratura si continua ad elaborare la capacità di riformulare concetti già noti a dei nuovi per una migliore conoscenza  dei rapporti dell’uomo come essenza reale nella vita.

Ponderato, equilibrato, insomma sapiente. Una voce la sua che ti entra dentro nella mente a porte aperte e dopo uscita ti lascia riempito di argomenti nuovi lasciandoti ricchezza interiore. La sua parola divulgativa stimola l’apprendimento e invita le generazioni future al dialogo e all’ascolto dei soggetti deboli della società. Imparando.

Docente e Critico Teatrale, professionalmente; ma critico di fatto per le classi dirigenti che amministrano incapaci con tirannia omertosa le masse infantile di ignoranza. Critico delle false apparenze e appartenenze politiche di opportunità.

Figlio di questa Diamante da non fermarsi mai per viverci in eterno, ma che ti chiama al suo capezzale per baciarla e poi ripartire da capo per altre mete. Diamante, ogni volta che ritorna la riscopre come un gioiello lasciato nel cassetto che a rivederlo gli appare  brillare sempre meno per la sua opacità della gente dal non saper  guardare il sole e i colori della vita che ci sorridono continuamente.

In questo “mondo” angolo di studi,  l’uomo si confronta come in un campo di battaglia dove tutti escono sconfitti usando le armi.                                                 

Gianfranco Bartalotta non spara neanche a salve, ma ti invita a sederti nella riflessione del viaggio breve dell’uomo su questa terra.

Salvadanaio ricco e colmo di idee migliorative al comportamento e allo stile di sapienza umana. Libero da confini e aperto agli orizzonti, ci dice: che non si finisce mai di apprendere in questa vita.

In sintesi ci dice che la poesia sta nell’uomo che vuole conoscere se stesso, dove alla mente umana tutto è possibile.  Senza nascondere le origini, i campi della giovinezza, i borghi dello sviluppo, i compagni e le chiese del gioco; le strade, le case, la cucina, il costume delle proprie dimore dal sapore del luogo. Portando con se in posti diversi il profumo dell’amore, delle famiglie, dell’affetto delle mamme nel cuore. Per tanti momenti che come arma di vittoria ti illuminano la via dell’esistenza.

 

Diamante,li 06 agosto 2011

                                                                                              Enzo Caselli